Operazioni preliminari per la gestione di un major claim property

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Operazioni preliminari per la gestione di un major claim property.

Uno dei detti più famosi nel campo assicurativo, all’interno della community che si occupa di danni catastrofali è quello secondo cui l’acqua fa più danni del fuoco”.

I danni da incendio, in realtà, così come quelli da acqua, possono essere davvero innumerevoli: i fumi, le polveri, i gas nocivi colpiscono fabbricati, macchinari, mobili, impianti elettrici, archivi e documenti anche in maniera irrecuperabile.

Un incendio non limita i propri danni alla struttura degli edifici. Se di portata notevole, potrebbe danneggiare l’ambiente circostante: i gas di combustione, l’ossido di carbonio, l’anidride carbonica e numerosi altri gas nocivi potrebbero inquinare corsi d’acqua e zone limitrofe, rendendo l’aria irrespirabile.

L’elemento principe per combattere il fuoco rimane l’acqua che però porta con sé alcune criticità. La sua azione risulta complicata da gestire e può comportare un impatto molto più ampio, con la conseguenza che spesso la sua azione può determinare un ulteriore danno molto diffuso.

Se viceversa parliamo di danni provocati dall’acqua come elemento meteorico, non possiamo non concentrare la nostra attenzione sul fatto che il danno catastrofale, tipicamente da alluvione, comporta che l’intero insediamento finisca sott’acqua, senza grandi possibilità che l’impatto possa essere ricondotto ad un singolo settore o ad un reparto.

Oltre alle conseguenze distruttive immediate, ogni grande danno da incendio o da acqua produce altri effetti che, spesso, trovano in “contaminazione” ovvero “inquinamento” o “impatto” i loro denominatori comuni. La contaminazione si diffonde ad ampio raggio nell’ambiente anche tramite il fumo e l’acqua (di estinzione). Oltre agli elementi visibili, quali residui di incendio o acqua sporca, l’incendio genera anche sostanze invisibili nella fuliggine.

L’aspetto assicurativo all’interno di eventi come quelli in discussione assume un aspetto fondamentale, a condizione che le potenzialità del contratto che ne prevede la copertura, siano adeguatamente comprese e sfruttate e che i momenti immediatamente successivi all’evento siano gestiti con competenza ed attenzione.

Il ruolo di un claims advocate diviene centrale nello stabilire il piano strategico di gestione dell’evento nelle sue varie fasi. Il punto di partenza non può che essere rappresentato dalla gestione dell’emergenza e in tal senso rappresenta una priorità l’individuazione della società di catastrophe management a cui affidare, d’intesa con l’assicuratore che si farà carico dei costi, le operazioni di:

  • salvataggio: il cui scopo immediato, oltre a rispondere al dettato normativo (art. 1914 c.c.) mira alla salvaguardia di aspetti fondamentali nella vita delle aziende, quali:
    • la perdita dei dati;
    • il danneggiamento irreversibile di strumenti e apparecchi;
    • la scomparsa di materiali e documenti rilevanti.
  • eliminazione di ogni traccia di contaminanti
    A questo proposito sarà importante determinare la presenza di eventuali coperture di Rc Inquinamento, che pur in assenza di reclami specifici di terzi, possano comunque essere attivate a livello cautelativo, per consentire all’assicuratore che eventualmente lo desiderasse, di intervenire con un piano di monitoraggio delle azioni di verifica e del grado di inquinamento.

    L’attivazione delle coperture Property, tipicamente per queste fattispecie di danni materiali a beni di proprietà, ovvero detenuti dall’azienda assicurata, porta con sé alcune conseguenze di rilevante interesse.

    In primis, l’assicurato – che come abbiamo appena visto – ha avuto cura di definire un piano di salvataggio, dovrà pure aver cura del fatto che l’onere di provare il danno nelle sua caratteristiche fondanti – ovvero, An e Quantum – sta in capo a lui.

    Dovrà quindi adoperarsi affinché le operazioni di messa in sicurezza e le riparazioni provvisorie, nonché quelle urgenti, atte a far ripartire l’attività nel minor tempo possibile, siano adeguatamente documentate e possibilmente condivise ex ante con il perito fiduciario incaricato dagli assicuratori.

È frequente che situazioni complesse sotto il profilo del Quantum, con implicazioni ad esempio in tema di smaltimenti e di valorizzazione del danno a termini di polizza, richiedano l’incarico di un perito di parte, che possa dialogare con il fiduciario degli assicuratori, secondo lo schema della cosiddetta perizia contrattuale.
In questo caso i periti, così nominati, procedono agli accertamenti, con lo scopo di fornire delle risposte ai quesiti posti dall’Art. “Mandato dei periti”.

Spesso le aziende si pongono il problema di chi paghi gli oneri del perito di parte e in taluni casi ci si meraviglia del fatto che tali oneri siano a carico dell’assicuratore, qualora la polizza lo preveda, con la garanzia “Oneri Peritali”.

In realtà, assicurato ed assicuratore perseguono lo stesso obiettivo, ovvero quello di una definizione corretta del sinistro, sia sotto il profilo dell’An (l’interpretazione dei patti contrattuali spetta alle parti – assicurato ed assicuratore) che del Quantum (materia quest’ultima di competenza tecnico-peritale).
Lo strumento della perizia cosiddetta “contrattuale” è quindi quello maggiormente tutelante verso questa esigenza, essendo creato per condurre le parti nel più breve tempo possibile a condividere una liquidazione e che nel caso di disaccordo ha già previsto il ricorso alla terza perizia, strumento che consente la definizione certa dell’aspetto del quantum in un periodo di accertamenti comunque limitato nel tempo.

La procedura iniziale di “messa in sicurezza” del claim, atta a far sì che tutti gli strumenti messi a disposizione dai programmi assicurativi siano stati correttamente posti in essere, si conclude con la richiesta dell’Anticipo Indennizzo.

L’anticipo nasce come opportunità che l’assicuratore fornisce al proprio assicurato, nel caso in cui si registrino difficoltà nel reperimento di fondi per la ricostruzione.
Per questo motivo la definizione dell’importo minimo da erogare passa attraverso la stima del danno comunque accertato peritalmente ed usualmente calcolato al 50% del suo importo.

Definite tutte queste operazioni, il nostro claim catastrofale è pronto per l’istruzione vera e propria, che dovrà condurlo ad un settlement che sarà auspicabilmente condiviso e obiettivo nell’importo liquidato, ma anche rispettoso di una tempistica che non sia in alcun modo d’ostacolo alla ripresa dell’attività del nostro assicurato.

Andrea Garavaglia, Head of Claims Advocacy di Willis Towers Watson

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Willis Towers Watson (NASDAQ: WLTW) è una società leader a livello globale nella consulenza, nel brokeraggio e nell’offerta di soluzioni alle imprese e alle istituzioni di tutto il mondo, al fine di trasformare i rischi in opportunità di crescita. Nata nel 1828, Willis Towers Watson oggi conta 45.000 dipendenti in oltre 140 paesi e mercati.

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