Pianificazione finanziaria, diffidate della contabilità mentale

Pianificazione finanziaria, insurtech

Pianificazione finanziaria, diffidate della contabilità mentale.

Oggi si parla sempre di più della necessità di essere consulenti patrimoniali, ovvero, effettuare una corretta pianificazione finanziaria che ci permetta di raggiungere i nostri obiettivi di investimento, pianificare i nostri bisogni della vita così da proteggere il futuro nostro e quello della famiglia.

In realtà, sono poche le persone che dedicano del tempo a una corretta gestione delle proprie entrate, in relazione alle uscite correnti e straordinarie, se non si ha difficoltà ad arrivare a fine mese. In pochi gestiscono il proprio reddito in funzione delle uscite in maniera “scientifica”, con un software dedicato oppure usando excel almeno una volta al mese, magari con la moglie, inserendo bollette, costi per l’andamento della casa e crescita dei figli ed eventi straordinari.

E’ più facile che la nostra pianificazione finanziaria proceda per contabilità mentale, e spesso, usiamo procedimenti separati e non comunicanti. Infatti, può capitare che se di solito spendiamo 200 euro al mese per le attività ricreative dei figli e per un mese non le spendiamo, ci sentiamo liberi di spenderli per toglierci qualche sfizio, anche se magari abbiamo appena speso 300 euro per riparare il frigorifero.

Secondo l’economista statunitense Richard H. Thaler, siamo incapaci di riuscire a dare il giusto valore in contesti differenti ad uno stesso ammontare di denaro.
Se stiamo per comprare un libro del valore di 20 euro ed un amico ci fa notare che in un’altra libreria lo stesso libro costa solo 10 euro, molto probabilmente saremmo disposti a cambiare negozio perché 10 euro su 20, rappresenta un risparmio del 50%, ma se stiamo invece comprando un televisore da 360 euro e ci viene detto che in un centro commerciale vicino il costo è di 350 euro, difficilmente saremo disposti a cambiare negozio.

Il corretto comportamento sarebbe quello di mettere in relazione i 10 euro risparmiati non sulla spesa corrente, ma sul reddito famigliare nel suo complesso e si scoprirebbe che percentualmente hanno lo stesso peso, sia che siano risparmiati su una spesa da 20 euro piuttosto che da 360 euro.

Facendo così, e non è facile, si può raggiungere la felicità economica, risparmiando su ogni spesa, così da dirottare il risparmio ottenuto in spese che ci permettono di raggiungere la nostra tranquillità futura.
Bisogna abbandonare la contabilità mentale e usare procedimenti comunicanti e non separati per il nostro bilancio famigliare.

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Michele Clementi

Michele Clementi

Michele Clementi, dopo circa 15 anni di consulenza finanziaria per Azimut, ha deciso di lasciare la vendita e si è dedicato interamente a quella che era fino a quel momento una passione: la formazione. Professore a contratto presso l’Università di Bologna Facoltà di Statistica e docente professionista per i principali istituti di credito dal 2004, per materie finanziarie, assicurative e comportamentali

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