Polizze danni, nessun effetto Covid: gli italiani si rifugiano ancora nel risparmio privato

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Polizze danni, nessun effetto Covid: gli italiani si rifugiano ancora nel risparmio privato.

In questo periodo di profonda incertezza indotto dall’emergenza sanitaria Covid-19, quasi 1 italiano su 2 si sente scoperto rispetto ai rischi legati a salute, occupazione e non autosufficienza, ma solo una ridotta percentuale (12,7%) dei nostri connazionali si protegge dagli imprevisti stipulando polizze assicurative. Come emerso dalla seconda edizione del Monitor di Banca Mediolanum e Censis, realizzato con l’obiettivo di indagare il rapporto post-pandemia tra italiani e protezione assicurativa, la crisi in atto sta influendo considerevolmente sugli obiettivi di vita primari dei risparmiatori: più della metà degli intervistati indica la serenità familiare come principale aspirazione, poco davanti alla tranquillità economica e alla volontà di mantenere e migliorare il proprio stato di salute.

Nonostante una maggiore consapevolezza dei rischi e una crescente convinzione che non si possa fare esclusivo affidamento sul welfare pubblico, poco più di 1 italiano su 10 conta di affrontare eventuali difficoltà o imprevisti stipulando polizze danni (responsabilità civile, infortuni, polizze sanitarie). Infatti, più della metà degli italiani, anche di fronte alla pandemia di Coronavirus e alla recrudescenza dei contagi, preferisce rifugiarsi nel risparmio privato. Oggi il valore della liquidità nei portafogli delle famiglie italiane – quasi 1,7 trilioni di euro – è superiore alla somma del PIL di Spagna e Danimarca. Parallelamente, il 47,9% dei nostri concittadini intende fare fronte a situazioni avverse assumendo comportamenti molto cauti, il 22,7% affidandosi all’aiuto di familiari e amici, mentre solo il 6,3% ricorrerebbe a fondi comuni di investimento per salvaguardare la salute propria e dei familiari.

“La paura dello scenario attuale dove l’incertezza è divenuta onnipresente, ha spinto le persone ad un accumulo spropositato di cash sul conto corrente – commenta Massimo Grandis Amministratore delegato di Mediolanum Assicurazioni – Questa situazione è sicuramente in parte frutto dell’impossibilità di condurre una vita ‘normale’ (oramai oggi si parla di pre e post Covid) ma la maggior parte della responsabilità è da attribuire al crescente timore di dover sostenere delle spese improvvise per la salute, per la precarietà del settore economico o, ancora peggio, un disorientamento collettivo dove lasciare i soldi sul conto corrente sembra la migliore soluzione “aspettando tempi migliori”.

“Il cash è però un salvagente non privo di rischi, poiché l’auto-assicurazione può facilmente tradursi in sotto-assicurazione. Perché quindi la crescente esigenza degli italiani di protezione non trova la naturale risposta nelle compagnie assicurative? – domanda Grandis – A mio avviso la maggior parte della responsabilità è da attribuire proprio all’Industria Assicurativa che ancora oggi non ho trovato un modo efficace di comunicare e far percepire il valore che possono portare nella vita di tutte le persone.  Tocca infatti alle Compagnie costruire un cortocircuito tra paura, accumulo spropositato di liquidità e investimenti intelligenti, lavorando sul rendere la comunicazione della value proposition più efficace ed “appealing” facendo cogliere l’importanza e il valore di una consulenza di un esperto su questi temi, per risolvere il più importante dubbio di questo periodo. Assicurarsi non solo ci consente di vivere più sereni questi momenti di incertezza ma anche di liberare la liquidità per pianificare e progettare il nostro futuro, i nostri sogni”.

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