Polizze parametriche: Agricoltura, protetta speciale

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Polizze parametriche: Agricoltura, protetta speciale.

La società umana vive e prospera in un contesto nel quale l’elemento naturale è spesso sottovalutato, apparentemente di sfondo a un’attività antropica che se ne estranea o tende al suo sfruttamento. Ma l’uomo fa parte del sistema ecologico e trae dalla natura non solo i beni di immediato utilizzo per la sopravvivenza (l’acqua, i prodotti della terra …) ma anche l’energia e le materie prime che trasforma per produrre beni.

Se poi si parla di cambiamento climatico, il nesso tra natura e società umana si fa ancora più evidente. Il mutamento che “tocchiamo con mano” è caratterizzato da un numero crescente di eventi meteorologici estremi che provocano danni estesi e spesso di grave entità. L’impatto sull’attività umana è in aumento e arriva a toccare settori un tempo meno vulnerabili. L’agricoltura, per propria origine, è il settore più legato alla stagionalità e agli eventi meteorologici, ma l’aumento della loro intensità è arrivato a produrre danni frequenti – diretti e indiretti – anche nel turismo, nella produzione di energia elettrica, in attività che si svolgono o hanno un’estensione su superfici aperte, dall’industria allo spettacolo.

In agricoltura – a titolo di esempio – vigneti e frutteti sono sempre più frequentemente protetti da reti che trattengono la grandine, così come le serre proteggono determinate coltivazioni più sensibili alla temperatura e all’acqua, ciò nonostante l’acutizzarsi di fenomeni meteo estremi potrebbe rendere non sufficienti le precauzioni prese dagli imprenditori e dover ricorrere alle coperture assicurative. Tecnologie più o meno evolute possono essere integrate dalle imprese nella propria attività di valutazione del rischio, trasferendo al mercato assicurativo il rischio residuo che permane dopo l’implementazione di misure di contenimento e mitigazione dei danni.

Le compagnie assicurative, chiamate a dare risposta a questi rischi, hanno sviluppato una nuova tipologia di prodotto che parte dalla possibilità di misurare gli eventi meteorologici e i loro impatti. Si tratta della polizza parametrica, prodotto assicurativo che si sta affermando in Italia e che prevede l’erogazione di un risarcimento prestabilito all’avverarsi di una determinata condizione sulla base della misurazione di un ente terzo e qualificato.

Se la modalità di assicurazione tradizionale prevede la stima del danno ad opera di un perito e la sua quantificazione economica ai fini del risarcimento, le polizze parametriche si attivano con il solo superamento di un determinato indice predefinito, senza una valutazione specifica del danno patito. La definizione dell’indice è l’aspetto più delicato nella costruzione della polizza, perché va a determinare la correlazione tra un fatto specifico e il danno economico subìto. La costruzione dell’indice necessita di uno studio accurato delle condizioni di base, l’analisi dei dati relativi agli eventi oggetto della richiesta di copertura assicurativa e la conoscenza delle ragioni che collegano l’evento a una perdita di fatturato per l’assicurato: è quindi una polizza che ha un sistema semplice, meccanicistico, nell’erogazione dell’indennizzo, ma richiede una fase di costruzione complessa. Questo aspetto definisce un’altra caratteristica del prodotto parametrico: l’essere una soluzione necessariamente personalizzabile.

La natura della polizza la rende particolarmente indicata per la protezione dagli eventi meteo estremi, in agricoltura ma non solo. Un esempio sono gli eventi grandigeni con chicchi di ghiaccio di grosse dimensioni: casi ora meno rari di un tempo e che portano danni notevolissimi non solo al settore agricolo, ma anche alla produzione fotovoltaica e a settori industriali e commerciali con superfici esterne, quali i concessionari d’auto. Le tecnologie oggi disponibili permettono di realizzare una mappa della probabilità del verificarsi di tali eventi, definita sulla base di serie storiche; dall’altra parte viene stimata la perdita economica che l’azienda può subire, a una terza parte – che potrebbe essere un centro meteo qualificato – spetta il compito di fornire una misurazione dell’evento utile a comprendere se l’indice parametrico predefinito è stato raggiunto.

Un ulteriore esempio riguarda la produzione di mais[1]: la polizza può proteggere il valore del raccolto dell’azienda agricola a seguito della presenza di aflatossine nel mais, elemento tossico generato dalla pianta in presenza di un dato tasso di precipitazioni e umidità prima della raccolta, o anche da temperature esterne troppo elevate quando il mais si trova nei silos. In agricoltura le polizze parametriche possono coprire la perdita di fatturato o anche il calo di produzione.

Altri settori che risentono dell’andamento climatico sono il turismo e l’organizzazione di eventi. Estati piovose, inverni senza neve, incidono pesantemente sui guadagni di imprese che vivono di stagionalità. Sono molte le attività che potrebbero trovare una soluzione nelle polizze di tipo parametrico: alberghi, stabilimenti balneari, piscine e parchi divertimenti, impianti sciistici e concerti all’aperto sono alcuni esempi. Anche in questi casi, fondamentale per la costruzione della polizza parametrica è l’esperienza dell’imprenditore, che definisce il periodo di esposizione e il livello di rischio.

[1] I casi di studio riportati sono stati presentati da Satec, underwriting agency del Gruppo Cattolica, nel corso di un webinar organizzato con ANRA il 15 settembre 2020.

Redazione ANRA

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