Post Covid, come si muoveranno le assicurazioni?

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Post Covid, come si muoveranno le assicurazioni?

Come si muoverà il settore assicurativo dopo la tempesta Covid-19? La domanda di protezione è cambiata? Di questi e di altri temi si è discusso lunedì 20 luglio durante l’evento online “IIA Talks: Direzioni di ripresa dopo Covid. Come accelerare il comparto assicurativo” organizzato dall’Italian Insurtech Association insieme alla startup Yolo.

Italia in ritardo negli investimenti in insurtech

Ad aprire i lavori è stato Simone Ranucci, presidente dell’Italian Insurtech Association, che ha presentato i risultati di un’indagine di IIA sugli investimenti insurtech. Dai dati evidenziati è emerso che dal 2010 al 2019 sono stati investiti 18,2 miliardi di dollari nel segmento insurtech che hanno interesato 894 startup. Gli Usa sono il principale mercato per numero di investimenti (63% pari a 11,4 miliardi). L’Europa invece è dietro all’Asia (2,9 miliardi contro 3,6 miliardi) nonostante abbia prodotto il doppio delle startup (269 contro 132). Nel nostro continente, l’Italia è fanalino di coda per quanto riguarda il volume di investimenti in insurtech (indice dello 0,1% contro lo 0,9% di Germania e Regno Unito e lo 0,3% della Francia) ma anche per numero di startup insurtech (appena 11 contro le 98 del Regno Unito, le 44 della Germania e le 23 della Francia). Il nostro Paese rimane sotto la media europea sia per quanto riguarda il numero di startup insurtech finanziate (4 contro 17), sia per il capitale raccolto (10,5 milioni di euro contro 160) che per la vision. In Italia, infatti, appena il 15% dei Ceo di assicurazione vede l’insurtech come priorità (65% la media europea) e appena il 15% delle Compagnie ha al suo interno una struttura dedicata all’innovazione dell’offerta (contro l’80% della media europea).

La spinta alla digitalizzazione può arrivare dal Covid-19

Una spinta alla digitalizzazione del settore assicurativo italiano può arrivare dalla pandemia Covid-19 che ha trasformato in modo radicale non solo gli stili di vita ma anche le priorità dei consumatori. Questa spinta deve tenere conto di tre direttrici. Innanzitutto i bisogni dei consumatori: aumenta infatti la necessità di protezione e la percezione di utilità della industry assicurativa. In secondo luogo c’è un aumento della domanda di prodotti assicurativi prima ignorati (vita, salute, protezione redditto). Infine la digitalizzazione che non va più intesa solo come mero canale distributivo a se stante ma come abilitatore imprescindibile all’interno di ogni canale distributivo.

Alcuni cambiamenti in questo senso sono già in atto. A marzo e aprile sono infatti aumentate dell’800% le ricerche online su assicurazioni salute; la vendita di assicurazioni vita in formato digitale è cresciuta del 70% in Europa mentre è aumentata del 45% la vendita di polizze digitali nel primo semestre rispetto all’anno precedente (mercati Uk e Stati Uniti); infine solo in Italia ci sono state 1,8 milioni di persone che hanno sottoscritto polizze Covid. Insomma, ormai la digitalizzazione del settore assicurativo è consolidata e permea l’intera catena del valore: dal disegno prodotto alla distribuzione e vendita passando per la tariffazione e sottoscrizione senza dimenticare gestione sinistri e servizi post vendita.

Assicurazioni e Millennials, una panoramica

Dopo Ranucci è stata la volta di Federico Violano, Head of Internationalization di Yolo che ha illustrato una panoramica dei desiderata dei Millennials basandosi su una ricerca effettuata dall’IIA. Secondo lo studio, l’85% dei Millennials ritiene che le polizze assicurative non coprano i loro reali bisogni. Inoltre l’86% dei prodotti assicurativi non vengono scelti direttamente dal cliente. Non stupisce quindi se l’82% del campione intervistato affermi che cambierebbe assicurazione in caso di opportunità. Infine, l’87% dei clienti si dichiara non soddisfatto per la gestione dei sinistri e l’assistenza ricevuta.

Il Covid-19 sta cambiando la percezione che i Millennials hanno delle assicurazioni. Se prima della pandemia solo il 22% degli intervistati aveva comprato un’assicurazione non auto, ora il 53% afferma che comprerebbe altri tipi di copertura. Il 54% non nega che la propria percezione verso il settore assicurativo sia cambiata a causa del Covid-19. Adesso in cima alle preoccupazioni ci sono la propria salute (71%) ma anche quella di figli (45%) e genitori (44%), lavoro (59%) e futuro (31%). L’assicurazione viene oggi considerata dal 24% uno strumento per proteggersi dai rischi della pandemia. Dal sondaggio si evince che i Millennials cercano i prodotti assicurativi sopratutto su internet (52%) tramite il sito internet della compagnia (45%), oppure attraverso i comparatori. Appena il 23% dichiara la volontà di acquistare un’assicurazione di persona.

Lo studio evidenzia come tra Millennials e Assicurazioni permanga ancora un gap di fiducia e comunicazione. Il prezzo (75%) viene considerato dirimente nella scelta di un’assicurazione. Seguono chiarezza del prodotto (58%), servizi addizionali (44%), velocità nel pagamento di un sinistro (39%), flessibilità delle coperture (33%) e semplicità del prodotto (21%).

Secondo Violano “il mondo Post Covid avrà maggiore incertezza ma sarà anche un’opportunità per il settore assicurativo di ribadire la propria utilità”. La sfida per le assicurazioni “sarà quella di riuscire a portare soluzioni di valore pensate per i consumatori Millennials e ingaggiarli nelle modalità da loro preferite”. Per farlo le assicurazioni dovranno attivare delle strategie di conoscenza della customer base attraverso l’analisi dei dati al fine di offrire il giusto prodotto nel giusto momento

L’analisi del dato per la profilazione del cliente

Proprio i dati sono stati al centro dell’intervento di  Davide Camera, Head of Analytics Competence Center at Digitech Solutions. Camera ha tracciato il journey del dato per la profilazione del cliente. Il primo step riguarda la trasformazione di esso in conoscenza e poi in valore attraverso vari passaggi in quest’ordine: data ingestion (i dati vengono raccolti attraverso modelli standard e definiti), calcolo degli indici di interesse (al dato viene attribuito un valore di variable importance), clusterizzazioni (i dati vengono raggruppati in cluster basati su caratteristiche comuni o similiarità fra interessi) e infine definizione delle personas (analisi dei cluster individuati e definizione dei profili associati per renderli human readble).

Verso la digital bancassurance

Infine, l’ultimo intervento è stato a cura di Eugenio de Marco, Country Manager Italy di Yolo. De Marco ha illustrato i progetti di bancassurance che l’insurtech italiana ha stretto con diversi player finanziari tra cui Intesa Sanpaolo, CheBanca! e Banca di Piacenza. Tutte queste tre realtà hanno siglato una partnership con Yolo per avviare in tempi rapidi (massimo 2-3 mesi) la distribuzione digitale di prodotti assicurativi pensati per il consumatore digitale.

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