Rendere “Intelligenti” le Vecchie Auto: Nauto

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Rendere “Intelligenti” le Vecchie Auto: Nauto.

“Insurtech will change the world”. Per comprendere a fondo il valore di questo concetto, dovremmo riuscire a ragionare in maniera strategica su quale possa essere l’impatto delle tecnologie nella gestione del rischio. Per farlo potremmo prendere in considerazione alcuni semplici punti abilitati dal digital:scalabilità; implementazione di servizi a supporto dei prodotti assicurativi tradizionali; valorizzazione e utilizzo strategico dei dati.

Per rivedere questi 3 punti in un esempio concreto, potenzialmente applicabile -nel modello- da domani mattina, si può probabilmente prendere in considerazione la startup statunitense Nauto (oltre 173 Milioni di dollari raccolti da diversi investitori tra cui Allianz X).

Un nuovo paradigma con il modello Nauto

Innumerevoli sono le discussioni su quale sarà il futuro del comparto automotive e su quali saranno dunque le ripercussioni che subirà il settore assicurativo, a seguito dell’aumento dei veicoli a guida autonoma in circolazione. Ci si interroga talmente tanto su questa questione che quasi ci scordiamo quanti siano ancora i veicoli “stupidi” (senza nessun sistema di guida autonoma a bordo), a circolare sulle strade reali. Inoltre, ci dimentichiamo forse per quanto tempo ancora circoleranno.

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Osservando allora la realtà, comprendiamo che emerge un nuovo potenziale bisogno di mercato. Abilitare chi non possiede un veicolo intelligentemente sicuro (o proattivamente sicuro), ad adeguarsi -o quasi- con la propria “vecchia” vettura ai sistemi di sicurezza presenti oggi nelle auto più tecnologicamente avanzate. Per lo meno ai sistemi che fanno riferimento all’anello debole: uomo.

Qui il modello Nauto sembra posizionarsi con il suo prodotto, il quale ha come obiettivo quello di diminuire il grave e annoso problema legato agli incidenti automobilistici causati dalla distrazione alla guida.
Infatti se le auto a guida autonoma permettono al conducente di distrarsi durante la guida, la maggior parte dei veicoli in commercio oggi fanno pagare duramente un sms inviato al momento sbagliato.

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Nauto mi ha colpito particolarmente, perchè al contrario delle soluzioni insurtech che vediamo oggi (molto delle quali risultano scontate), sviluppa e commercializza un innovativo prodotto da “montare” all’interno delle vetture “stupide”. L’apparecchio è in grado, attraverso l’incrocio dei dati provenienti dalle due telecamere (una puntata verso il senso di marcia e l’altra riprendente il volto del guidatore), di avvisare acusticamente il conducente quando è distratto ed è presente davanti a lui un possibile pericolo.  Sorprendente no?

In realtà tutto questo è possibile grazie all’A.I. ed ad un ottimo lavoro di analisi dei dati, test e ancora test.

Quello che ci interessa comprendere però, come abbiamo accennato all’inizio di questo articolo, è il modello che sta alla base di tutto ciò. Il modello strategico che punta ad un mercato di “veicoli stupidi” (il quale è in diminuzione e questo credo/spero che lo abbiano considerato), ma che necessita di una soluzione attiva al problema degli incidenti in auto per distrazione (Es, in italia ¾ incidenti sono riconducibili al problema distrazione).

Mettendosi per un attimo in testa il cappello da startupper che vuole fare business nel mercato assicurativo, andiamo a fare una rapida analisi, secondo i tre punti che ci siamo citati inizialmente.

Scalabilità del business: costruire un prodotto rende il business molto più scalabile rispetto ad un servizio. Nauto ha costruito un prodotto materiale (hardware e sw) che è in grado di essere applicato in ogni auto in commercio e di offrire un servizio attivo ad ogni guidatore (ecco il secondo punto).

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Implementazione di servizi a supporto dei prodotti assicurativi tradizionali: come ho sempre sostenuto, uno dei fattori chiave del futuro del comparto assicurativo è proprio la materializzazione del prodotto (non sempre percepibile agli occhi di un assicurato).

In questo modo, l’implementazione di Nauto in abbinamento con prodotti assicurativi (al posto della classica “scatola nera”) è senza dubbio in linea con il trend emergente. Il valore per la compagnia si genera dal momento in cui viene abilitata la possibilità di intervenire anche durante la fase di “vita del prodotto assicurativo”, facendo appunto percepire materialmente il “compito” dell’assicurazione.

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Valorizzazione e utilizzo strategico dei dati. Il prodotto in questione, come abbiamo accennato, “funziona” grazie all’analisi dei dati. Dati acquisiti dalle telecamere e analizzati dal software per prendere delle decisioni (es. emetto un allarme sonoro si o no).

Inoltre come le auto Tesla acquisiscono esperienza con il passare dei km, questi dispositivi potenzialmente possono acquisire “raffinatezza” di analisi con il passare delle ore trascorse installati sulle auto. Diciamo che si migliorano con il passare del tempo. Tutto questo grazie in gran parte all’A.I..

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Conclusioni

Per concludere se volessimo comprendere il perché grandi nomi come Allianz X, Toyota, BMW ed altri noti brand, hanno investito in questa startup, potremmo trovare delle risposte ripensando al mercato che questo prodotto aggredisce. Il mercato delle auto “non intelligenti”.

Infatti la “nicchia” a cui si riferisce non è per nulla scontata ed un altro insight sul quale vale penso valga la pena soffermarsi, sta proprio nel fatto che una soluzione apparentemente così verticale nel settore assicurativo (ramo auto), poi interessi in realtà anche il mercato automotive stesso.

Dunque qui vorrei sottolineare la potenzialità per il mercato assicurativo, di innovare assumendo innovazioni profondamente verticali nei singoli settori dove opera (Properties, automotive, health etc..).

Un’innovazione dunque che trova un volano in grado di fornirgli una forte inerzia, la quale ci fa ben sperare nella continua crescita del “mercato insurtech”.

Inizialmente ti ho parlato di “esportazione del modello”. Ciò a cui mi riferivo è legato a come questo “use case” può, una volta eliminate tutte le specifiche del caso, aiutarti a implementare nel tuo business un nuovo prodotto o servizio di valore.

La mia personale chiave di lettura, di questo caso di studio, ricade nel fatto che si possa trovare un prodotto in grado di incrementare valore ai clienti durante tutta la vita “dell’assicurazione”, o comunque in abbinamento ad essa.

Inoltre, nel caso in cui vi sia un trend emergente come quello legato alle auto a guida autonoma, si nota come vi possa essere anche un “nuovo problema emergente”, come in questo caso è quello del rendere “intelligenti” le più vecchie auto stupide. Oppure più in generale emerga un bisogno, come nel caso di questo articolo potrebbe essere: “il bisogno che manifestano gli automobilisti i quali non possono permettersi l’acquisto di una nuova auto intelligente”.

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Michele Treglia

Michele Treglia

I studied Engineering until 2016, then I worked as a freelance loss adjuster for Insurance companies but, at the same, I had a strong passion for the digital future of the insurance sector. In fact, in 2017 I co-founded Easy Claims (a insurtech startup that develops and commercializes a software that connects loss adjusters to insurers on a audio-video stream, allowing for a reduction in the time of claims management in property and automotive claims). I joined Accenture on the Tech Strategy Team in july of 2018

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