Unipol, Climate change: il ruolo delle assicurazioni e l’importanza dell’analisi dei dati

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Unipol, Climate change: il ruolo delle assicurazioni e l’importanza dell’analisi dei dati.

Ieri mattina presso l’Unicredit Pavillon è stato presentato il primo numero della rivista cartacea semestrale Changes di Unipol. Questo, a differenza dell’omonimo blog magazine della compagnia, già operativo da più di un anno e che tratta temi trasversali, dalla salute alla tecnologia, passando per l’ambiente, approfondisce in modo specifico un tema per ogni numero pubblicato, scegliendo dunque la formula monografica.

In occasione della prima pubblicazione è stato scelto come argomento di approfondimento il cambiamento climatico, oggetto della conferenza stampa intitolata “Climate change: una sfida impossibile?”, introdotta da Alberto Federici, Direttore Corporate Communication e Media Relations Gruppo Unipol – Direttore editoriale Changes,  e moderata da Luca Tremolada, giornalista del Sole24Ore.

Molti i punti toccati durante la conferenza, quasi tutti con un focus intorno al cambiamento climatico e al tema ambientale. Centrale è il concetto di equilibrio ambientale, che permette all’uomo di conoscere la prevedibilità dei comportamenti ambientali e di basarvi la propria economia, più o meno sviluppata che sia.

“Senza questo equilibrio non può esservi pianificazione” ha affermato Grammenos Mastrojeni, diplomatico italiano e coordinatore per l’eco-sostenibilità della Cooperazione allo Sviluppo “senza pianificazione molte attività su cui si basa la vita umana non possono essere portate avanti”.

Il suo intervento si è concentrato sul nesso tra povertà, migrazione, conflitti e ambiente. Quest’ultimo è visto come la soluzione se l’uomo è in grado di proteggerlo: “La sostenibilità c’è quando una natura in salute diventa un’opportunità di reddito e crescita umana e quindi motiva la gente a occuparsene”, ma dall’altro lato può essere anche la causa, dal momento che “L’aumento del livello del mare, la diversificazione, la siccità, e i numerosi altri effetti potenziali del cambiamento climatico potrebbero far aumentare il numero di migranti e rendere questi percorsi più pericolosi”, ha affermato Mastrojeni.

Assicurazioni, qual è il ruolo delle assicurazioni in una panoramica del genere?

Nell’immaginario collettivo, quando si nominano le catastrofi naturali si pensa immediatamente e solamente ai terremoti, ma in realtà i rischi e i danni legati ai fenomeni derivanti dal cambiamento climatico sono di più e in crescita. Unipol innanzitutto ha analizzato il territorio che è di sua competenza: l’Italia.

Gli eventi climatici estremi comportano danni enormi, soprattutto per le piccole e medie imprese. Questi danni non si concretizzano solo nei costi dovuti dalla ricostruzione, ma sopratutto riducono la competitività dell’impresa, che non può operare in una situazione di business contituity. Dunque il ruolo delle assicurazioni non consiste solo nella semplice copertura dei costi, ma nel sostenere le imprese in operazioni che permettano loro di adattarsi in caso di catastrofe e prevenire i principali danni.

Assicurazioni, l’importanza dell’analisi dei dati

Come ha affermato Marisa Parmigiani, responsabile sostenibilità Gruppo Unipol, le compagnie assicurative sono in possesso di doppie competenze: da un lato la conoscenza dei rischi, dall’altro sono in grado di supportare le imprese nell’implementare piani di adattamento che rendano per esempio le alluvioni eventi climitaci e non catastrofi. Devono dunque educare i soggetti all’abbattimento dei rischi, dal momento che in Italia la maggior parte delle aziende è sottoassicurata per questo genere di danni. Questo può essere possibile attraverso partenership tra pubblico e privato, soprattutto per quanto riguarda la costruzione di mappe accurate per il rilevamento dei rischi. In Italia non è stata un’operazione facile, nonostante l’abbondanza di dati, a causa dell’autonomia delle Regioni. È stato ed è possibile, grazie anche alle tecnologie insurtech e fintech, che insieme a quelle di learning machine, possono aiutare a ricostruire modelli più aggiornati e stimolare una nuova misurazione del rischio, ragionando sulle mappe storiche.

Il progetto Derris è un esempio di tale collaborazione che vede coinvolte l’Unione Europea e Unipol Group  e che ha permesso la creazione di uno strumento di autovalutazione del rischio crimatico (CRAM tool), attraverso le quali Pmi italiane possono accrescere la consapevolezza sui rischi meteo-climatici a cui possono essere esposte e potranno di conseguenza adattarsi per prevenire e saper intervenire in caso di emergenza.

Le assicurazioni devono quindi creare incentivi e mettere a disposizione del pubblico e del privato le conoscenze e gli strumenti che hanno a disposizione, così che tutti possano affrontare i rischi derivanti dai cambiamenti climatici con consapevolezza.

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Andrea Turco

Andrea Turco

E’ il Direttore Responsabile di Insurzine. Ha collaborato in passato con le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano. Si occupa di sondaggi per Termometro Politico. Ha contribuito alla realizzazione del magazine di informazione online Smartweek

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