Video Perizie e nuove tecnologie, il ruolo del perito assicurativo è a rischio?

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Video Perizie e nuove tecnologie, il ruolo del perito assicurativo è a rischio?

Le nuove tecnologie non stanno trasformando solo il settore assicurativo ma anche quello peritale che al mondo insurance è legato a doppio filo. Le video perizie sono l’esempio più fulgido di trasformazione digitale in questo particolare settore. A parlare ad Insurzine del futuro della professione del perito assicurativo e di come le tecnologie impatteranno sul suo lavoro è Daniele Barini, presidente ANPRE (Associazione Nazionale Periti Rami Elementari). Barini è anche amministratore e fondatore di Gestione Servizi Assicurativi (Gsa), società di servizi in ambito peritale che gestisce ogni tipologia di sinistro non auto. Nel 2017 ha costituito con altri soci Help srl, realtà operante anche nel servizio di riparazione diretta.

Barini che impatto stanno avendo le nuove tecnologie sul settore peritale assicurativo?

La domanda non è affatto banale e per comprendere a pieno il cambiamento è necessario effettuare un volo pindarico indietro di almeno 10 anni. Infatti, il settore peritale del comparto assicurativo ha vissuto per molti anni come se si trovasse in una sorta di bolla. Un ecosistema “protetto” dove in molti casi il professionista che esercitava il ruolo di perito, era solito lavorare in autonomia o in piccoli studi peritali (infatti è spesso usuale usare proprio la parola “studio peritale”).

In tutto questo, la tecnologia è stata un qualcosa che difficilmente in passato ha avuto un ruolo strategico nell’esercizio della professione del perito “tradizionale”. Il ruolo del perito fa però parte del più largo e complesso comparto assicurativo, essendo di fatto un servizio offerto da professionisti nei confronti delle compagnie assicuratrici. Questo fa sì che il settore peritale sia profondamente influenzato dai differenti trend e sfide che quotidianamente affrontano le società assicuratrici (come ad esempio lo è la tecnologia) e per questo è necessario comprendere in primo luogo l’impatto che il mondo tech ha sul comparto insurance per poi capirne i risvolti nell’ecosistema peritale.

E’ noto, che le nuove tecnologie permettano di fare efficienza nei processi, come è altrettanto noto che i sinistri siano un pezzo di filiera profondamente strategico all’interno della value-chain di un prodotto assicurativo. Per questo nel settore si cercano costantemente nuove possibili applicazioni del mondo digitale, al fine di migliorarne la gestione.

I dati in merito sono significativi. Infatti se prendiamo l’ecosistema delle startup Insurtech (le quali ritengo siano un ottimo “point of view” per comprendere l’impatto della tecnologia nel settore peritale) vediamo come nel 2018 quasi la metà delle startup finanziate e attive a livello globale si occupa di sviluppare piattaforme e proprio tra le piattaforme quelle per la gestione “smart” dei sinistri ricoprono il secondo posto (16%), dopo le piattaforme dedicate alla vendita di prodotti assicurativi (20%) in termini di numero di unità. Da qui poi si riesce a comprendere il perché oggi si parli tanto di gestione da remoto di un sinistro o di intelligenza artificiale per la valutazione rapida dei sinistri di massa.

Ma quindi le nuove tecnologie sono più una minaccia o un’opportunità per il perito assicurativo? I servizi di video perizia rischiano di mettere fine al lavoro del perito?

In questo contesto, dove si assiste ad un rapido subentro delle tecnologie all’interno dei processi operativi per la gestione del sinistro, il settore peritale potrebbe ad una prima e superficiale conclusione, ritenere le nuove tecnologie come una minaccia per il proprio lavoro. Se però ci si ferma un attimo a ragionare in maniera più orientata ai fatti, vediamo come le tecnologie abbiano invece permesso a tutte le realtà che le hanno adottate, di riuscire a rimanere sul mercato, offrendo un servizio più dinamico alle compagnie assicuratrici.

E’ emblematico, il caso della Video Perizia. Vista da molti come una minaccia, sta permettendo a moltissime realtà peritali nazionali ed internazionali, di creare efficienza nei processi interni di gestione del sinistro e di offrire alle mandanti con le quali lavorano un servizio smart e innovativo. Ciò non deve significare una riduzione della qualità dell’operato, ma come ho già detto è strettamente correlato ad un ridisegno dei processi interni, portando dunque il perito esperto che ha sempre effettuato i sopralluoghi fisici a dotarsi di questo strumento come un “add-on” sul proprio operato.

Con questo ultimo punto si giunge a un fatto molto importante e ad un trend che sta cambiando per sempre il settore peritale: come le compagnie hanno deciso di trasformarsi in partner dei propri clienti, alle società peritali viene chiesto di trasformarsi in veri e propri partner delle compagnie.

Alle realtà peritali dunque, che nel frattempo si sono trasformati in società più grandi attraverso fusioni, viene chiesto di proporre nuovi servizi che creino efficienza nei processi delle compagnie e aumentino tutte le performance legate alla gestione di un sinistro (la video perizia ne è un esempio ma anche questioni meno tecnologiche come l’indennizzo in forma specifica e\o perito riparatore).

Tornando dunque ad una risposta chiara e coincisa alla sua domanda, la mia affermazione è: “No, se si è sufficientemente proattivi nel comprendere che l’opportunità supera di gran lunga la minaccia”.

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Andrea Turco

Andrea Turco

E’ il Direttore Responsabile di Insurzine. Ha collaborato in passato con le redazioni di Radio Italia, Libero Quotidiano e OmniMilano. Si occupa di sondaggi per Termometro Politico. Ha contribuito alla realizzazione del magazine di informazione online Smartweek

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