Sarà l’Insurtech a salvare il settore assicurativo, a dirlo una ricerca Accenture

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Sarà l’Insurtech a salvare il settore assicurativo, a dirlo una ricerca Accenture

Sarà l’insurtech a salvare il settore assicurativo. Ne è convinta Accenture secondo cui “l’unica via percorribile per frenare la discesa degli utili è data dalla tecnologia”.

D’altronde gli ultimi dati resi noti dall’Ania, l’associazione che rappresenta le compagnie di assicurazione italiane, parlano chiaro.

Insurtech, una crescita inarrestabile

Nei primi undici mesi dell’anno la raccolta premi del ramo vita ha segnato una flessione del 12,5% a quota 78 miliardi di euro. La previsione, per l’intero 2016, è di un calo complessivo del 12,3% della produzione di polizze individuali e collettive, per una raccolta totale intorno a 87 miliardi di euro. Il dato è allarmante se paragonato a quello dell’anno precedente in cui la raccolta premi aveva chiuso il bilancio con un margine positivo di due punti e mezzo percentuali.

Da qui l’esigenza di investire nell’insurtech. Investimenti che, leggendo i dati CB Insights, sono cresciuti del 27% nell’ultimo anno passando da 1,24 miliardi di euro nel 2015 a 1,69 miliardi nel 2016, un trend in continua espansione soprattutto se paragonato al dato di 870 milioni del 2014.

Insurtech, lo studio di Accenture

A ulteriore conferma di ciò Accenture pubblica i dati dell’ultima ricerca di mercato effettuata in questo inizio di 2017 e dal titolo “Financial Services’ Global Distribution & Marketing Consumer Survey”. Lo studio ha sondato l’opinione di 32.715 clienti del settore assicurativo, in 18 mercati. I dati non lasciano spazi a dubbi. Le richieste dei consumatori obbligano i player tradizionali a spingere sull’acceleratore dell’innovazione.

Il 64% degli intervistati vorrebbe ricevere in tempo reale notifiche su itinerari con elevata frequenza di sinistri mentre si è alla guida e il 30% ha dichiarato di essere disponibile a considerare eventuali offerte assicurative provenienti da distributori non convenzionali, come Google, Amazon o le catene di supermercati.

Oltre all’Internet of Things, anche i Robo Advisory avranno un ruolo sempre più preponderante all’interno dell’industria assicurativa. Il 74% del campione si è detto a favore dell’introduzione di sistemi di consulenza automatizzati in ambito assicurativo.

Società come IBM stanno già sviluppando tecnologie di cognitive computing  mentre alcune compagnie tradizionali si sono unite in un consorzio per studiare la tecnologia Blockchain.

Insurtech, boom del peer to peer

Per Accenture “a cambiare sarà proprio il modello di business delle Compagnie, sempre più orientate verso una soluzione peer-to-peer, basata cioè sulla creazione di gruppi di acquisto dello stesso prodotto assicurativo per condividerne il rischio, mediante un’organizzazione basata su legami personali o professionali. Dal sondaggio emerge una significativa apertura dei clienti a questo tipo di modello, ad esempio per le polizze Vita – più del 55% degli intervistati – e Auto con il 38%”.

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Infine il prezzo resta una delle componenti più significative nella scelta di acquisto del cliente (50% degli intervistati).  La quota di consumatori che preferisce utilizzare i canali online per ottenere informazioni su prodotti e servizi assicurativi è aumentata notevolmente nel corso degli ultimi 3 anni passando dal 54% nel 2013 al 68% nel 2016. I siti di confronto prezzi e gli aggregatori di assicurazioni online ora occupano il terzo posto tra le consulenze assicurative, superati solo da intermediari e/o agenti assicurativi e amici e familiari.

Insurtech, Livi: “Modello ibrido sarà vincente”

“La formula che consentirà alle Compagnie Assicurative di vincere la sfida con il futuro è data dalla commistione tra tecnologia e personalizzazione del servizio – ha spiegato Massimiliano Livi, Managing Director –  Il modello ibrido sarà vincente perché combina i vantaggi del digitale in termini di riduzione dei costi di distribuzione e di offerta ai clienti di una migliore esperienza multicanale con la consulenza e l’affidabilità garantite dal canale fisico. L’insieme di questi elementi combinato ai prezzi concorrenziali può rappresentare un importante driver di fidelizzazione. La sfida decisiva per gli assicuratori è accelerare l’adozione del modello phygital che consente ai clienti di muoversi senza difficoltà tra i canali, e alla rete agenziale di promuovere le attività a maggior valore aggiunto come le relazioni con i loro clienti basate sulle consulenze offerte”.

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Carlo Francesco Dettori
Classe 1964. Imprenditore e Broker con esperienza trentennale nel settore delle assicurazioni, dal 1998 è presidente di JMorgan Brokers, società di brokeraggio assicurativo. Ha iniziato a svolgere la professione come agente monomandatario alla Minerva Assicurazioni. E’ stato fondatore e presidente delle seguenti società: Minerva Insurance Brokers, Consorzio Triform per la formazione, Morgan & Ashley formazione e consulenza, Charles & Willis real estate investments, AGM Consulting Group Agenzia plurimandataria, Consorzio Sintesa. Nel 2000 cofonda la Display SPA, internet company che lancia il primo sito di shopping italiano costameno.it. La sua ultima idea imprenditoriale vede la luce nel 2013: si tratta di Insurance-Arena.COM®, il 1° Social Business Marketplace per intermediari assicurativi. Infine InsurZine.COM 1° magazine Insurtech italiano

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